sabato 8 agosto 2009

Il Profilo B(asso) della Democrazia

E alla fine B ha risposto alle domande di Repubblica. Ha risposto nel migliore dei modi, nel suo stile classico. Dopo le quattro paroline magiche di "non sono un santo", ieri, in un'autoreferenziale conferenza stampa ha affermato: "io non ho scheletri nell'armadio" e ha continuato dicendo "la Rai non mi deve attaccare" per concludere con un "il nostro è il miglior governo degli 50 anni". Insomma, in questa sintesi c'è condensata tutta l'essenza del Berlusconismo: negare l'evidenza e proporre al pubblico di massa un'altra realtà, più di comodo e illusoria. Per convincere gli Italiani basta giocare la carta del coinvolgimento. Quel "non sono un santo" punta ad attrarsi le simpetie del popolo, a strizzargli l'occhio, a far emergere il profilo più basso degli istinti umani. Mostrandosi così, secondo lui, come un uomo comune e non come un gelido politico di professione (vedi Gianfranco Fini). A parte che un uomo comune non potrebbe promottere seggi a Strasburgo e ville fenicie, ma veramente chiunque sarebbe pronto ad andare con delle ignare minorenni o con un'escort, rivelandole segreti di Stato? Berlusconi sta cercando di far quadrato con le sue ultime forze per sferrare l'attacco finale e salvarsi la faccia e la carriera. E per riuscire al meglio, ha ridisposto le proprie truppe migliori nel campo dell'editoria: via il debole e sottomesso Giordano, sostituito dal pitbull Feltri, che a Libero ha difeso il premier con inchieste ridicole ma efficaci (come la definizione di Lady Santanchè che ha orgogliosamente detto: "Silvio è pazzo di me, ma io non gliela dò!"); fuori l'equilibrato Riotta e dentro Augusto Minzolini, che ha trasformato il Tg1, principale testata pubblica, in una sede distaccata dell'ufficio stampa del Pdl. E' scandaloso. Vergognoso. E' il capovolgimento della libertà politica e di stampa. Un sistema dove la democrazia è costretta a tenere un profilo basso, a restare latitante, sovrastata dalla Berluscocrazia, i cui officianti sacerdoti hanno i volti (manco tanto rassicuranti...) di Feltri, La Russa, Bondi, Minzolini o Cicchitto. Un'accozzaglia di menzogna e servilismo da cui l'astuto Fini guarda bene di naufragare, nel paziente tentativo di costruire, finalmente una Destra conservatrice e democratica, che veda Berlusconi solo come un "incidente di percorso". Secondo me, la definizione non è corretta: Berlusconi non è solo un incidente di percorso, non potrebbe esserlo. Più che altro è un "incidente" che ha costruito il percorso. E, sinceramente, non vedo proprio come poter tentare di costruire qualcosa di nuovo e pulito da questa melma. Sbaglio?

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